L'ONICOFAGIA

L'onicofagia, considerata un vizio sotto certi versi, è il termine clinico per indicare un disturbo legato alla sfera nervosa del controllo, in cui le persone che ne soffrono sviluppano l'impulso irrefrenabile di mangiarsi le unghie delle mani, e colpisce in modo compulsivo adulti e bambini, anche se la fascia d'età maggiormente interessata è quella adolescenziale. Il gesto in questione viene compiuto perché tradotto in uno stato di necessità in grado di placare la tensione interiore, oppure in risposta a situazioni caratterizzate da forte stress o eccitazione, o, al contrario, nei momenti di noia. Se trascurato, questo disturbo può evolvere in forme più gravi che portano a mangiare non solo le unghie, ma anche le pellicine e le cuticole delle dita. L’onicofagia è un disturbo che ha ripercussioni sia a livello della salute e dell'estetica, ma anche sull’immagine sociale di chi ne soffre: generalmente, infatti, chi si mangia le unghie viene considerato una persona timida e introversa, con bassa stima di sé.

Essere a conoscenza delle cause che portano alla manifestazione del disturbo è il primo passo per iniziare a superarlo quanto prima.

I fattori coinvolti nello sviluppo del problema sono legati prevalentemente alla sfera psicologica:

  • stati di stress e ansia: per il bisogno di scaricare emozioni e preoccupazioni si cerca di trovare sollievo mangiandosi le unghie

  • imitazione del gesto da parte dei bambini che lo vedono compiuto da un familiare

  • i soggetti che già soffrono del disturbo, ne avvertono maggiormente il bisogno nei momenti di noia e di inattività

  • autolesionismo: molti studiosi sostengono che l’onicofagia potrebbe trarre la sua origine anche da stati di aggressività che sfociano provocando lesioni al proprio corpo, tra cui anche alle dita delle mani.

     

SINTOMI: COME RICONOSCERLA

L’onicofagia, sia nei casi lievi che in quelli gravi, causa dolore, arrossamento e sanguinamento di unghie e cuticole e provoca un danno all’iponichio, ovvero allo strato di pelle situato immediatamente vicino all’unghia. A seguito di questo disturbo, la zona intorno alle unghie può infettarsi ed essere maggiormente esposta all’insorgenza di infezioni, ad opera di virus, batteri e miceti, come ad esempio l’onicomicosi. Inoltre non vanno sottovalutate nemmeno le ripercussioni estetiche e psicologiche. Altre conseguenze relative a questa patologia si sviluppano con possibile insorgenza di lesioni gengivali, comparsa di carie, oppure con lo sviluppo di infezioni al cavo orale, aggravate dal fatto che questi individui presentano un rischio maggiore di trasportare microrganismi e germi nocivi per mezzo della bocca.

L’onicofagia potrebbe comportare anche dei grossi danni allo stomaco nel caso in cui vengano ingeriti dei residui di unghia. Infine, se il disturbo si presenta in modo compulsivo e prolungato negli anni, a lungo andare potrebbe comportare una conseguente deformazione alle dita.

In alcuni bambini l'onicofagia può accompagnarsi ad altri disturbi, come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo oppositivo provocatorio (ODD), ansia da separazione o l'enuresi notturna (perdita di urina durante il sonno).

 

COME PREVENIRLA

Per prevenire o limitare questo disturbo, suggeriamo alcuni accorgimenti da seguire:

  • tenere le unghie corte e ben curate (in questo modo non ci sarà nulla da “rosicchiare”!)

  • fare regolarmente la manicure

  • chi si sente particolarmente sotto stress deve cercare un modo alternativo per rilassarsi

  • individuare le situazioni in cui ci si trova a mangiarsi le unghie ed evitarle il più possibile

  • trovare il modo di scaricare tensioni ed emozioni ad esempio iniziando a praticare sport

  • trovare rimedi per ridurre stress e ansia

  • applicare unghie artificiali (per limitare il disturbo e proteggere la crescita di quelle naturali)

  • tenere le mani occupate manipolando qualcosa come una pallina da squash

  • tenere occupata la bocca con ad esempio una caramella o un chewin gum

     

COME CURARLA

Nella maggior parte dei casi, se si tratta di lieve entità, è possibile risolvere il problema dell'onicofagia curando le unghie, e praticando gli accorgimenti mirati di prevenzione di cui abbiamo parlato in precedenza. A livello locale, il trattamento più comune, economico e ampiamente disponibile, prevede l'applicazione di smalti che rendono le unghie dure e resistenti, e al contempo le nutrono nel profondo, ed hanno il caratteristico sapore amaro, formulato solitamente a base di denatonio benzoato, appositamente per scoraggiare l'abitudine di mangiarsi le unghie, ricordando di fermarsi ogni volta che si portano le mani alla bocca. Se non funziona lo smalto di sapore amaro, si possono provare soluzioni efficaci, ma non belle, che prevedono la copertura delle unghie con del nastro o un bendaggio (a mali estremi, estremi rimedi!), oppure si possono indossare guanti, o pigiami integrali nel caso dei bambimi, in modo da coprire anche le unghie dei piedi. Vedere le proprie unghie curate aiuta molte volte a dissuadere dall'impulso di mangiarsi le unghie. Per rimediare ai danni, è possibile rivolgersi anche ad un'estetista qualificata ed esperta, per fare una ricostruzione delle unghie danneggiate dall'onicofagia. Nei casi di onicofagia grave, invece, è bene iniziare una terapia con uno psicoterapeuta che aiuti a scavare in profondità per scovare le ragioni più profonde di questa cattiva abitudine. L’attività motoria può essere definita come un rimedio indiretto, in quanto lo sport potrebbe contribuire a scaricare lo stress ed a gestire i fattori emotivi portando poi alla naturale risoluzione del disturbo.

A livello pratico quelli sopraelencati sono rimedi efficaci, ma per le situazioni più gravi, sicuramente la strategia migliore in caso non funzionassero è quella di andare a ricercare le cause psicologiche principali ed un trattamento comportamentale che preveda la rimozione dei fattori emotivi che inducono il disturbo.



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